Il 30 settembre 2026 rappresenta una data importante per gli enti del Terzo settore in relazione al 5 per mille. Entro questa scadenza, infatti, è ancora possibile regolarizzare l’accreditamento al 5 per mille 2026 e, allo stesso tempo, comunicare le coordinate bancarie necessarie per ricevere le somme relative al 5 per mille 2023.
Per quanto riguarda l’accreditamento al 5 per mille 2026, gli enti che non hanno presentato la domanda entro il termine ordinario del 10 aprile 2026 possono ancora accedere al beneficio attraverso la cosiddetta remissione in bonis. La regolarizzazione deve essere effettuata entro il 30 settembre, presentando la pratica “Cinque per mille” attraverso la piattaforma del Registro unico nazionale del Terzo settore (RUNTS) e versando una sanzione di 250 euro tramite modello F24 Elide, utilizzando il codice tributo 8115.
La possibilità riguarda sia gli enti già iscritti al RUNTS sia quelli che hanno presentato domanda di iscrizione al Registro entro il 30 settembre. In entrambi i casi, però, per poter beneficiare effettivamente del 5 per mille 2026, l’ente dovrà risultare iscritto al RUNTS entro il 31 dicembre 2026. Se l’iscrizione avverrà successivamente a tale data, il beneficio non potrà essere riconosciuto, anche nel caso in cui sia stata pagata la sanzione.
Non devono invece ripetere la procedura gli enti già presenti nell’elenco permanente degli accreditati o nell’elenco dei nuovi enti iscritti al 5 per mille 2026. Questi soggetti risultano infatti già accreditati per l’esercizio 2026. Per poter ricevere concretamente le somme, tuttavia, è necessario che siano state comunicate le coordinate bancarie attraverso l’apposita procedura.
Una particolare attenzione riguarda inoltre le ex Onlus. Quelle presenti nell’elenco permanente degli enti accreditati al 5 per mille 2026 e che hanno presentato domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo continuano a essere accreditate anche per il 2026. Per ricevere il contributo devono però comunicare il proprio IBAN attraverso la piattaforma del RUNTS. Le ex Onlus che invece non erano già accreditate o che non avevano presentato domanda di iscrizione al RUNTS entro il 31 marzo possono ancora regolarizzare la propria posizione entro il 30 settembre, pagando la sanzione prevista.
La seconda importante scadenza riguarda il 5 per mille 2023. Gli enti che risultano beneficiari delle somme ma che non hanno ancora ricevuto il contributo devono comunicare entro il 30 settembre 2026 i dati necessari per procedere al pagamento. Per gli ETS la comunicazione deve essere effettuata attraverso il RUNTS, utilizzando la pratica “Cinque per mille”. L’ente dovrà inserire il proprio IBAN, oppure correggere quello precedentemente indicato qualora non fosse più valido, firmare digitalmente la distinta e procedere con l’invio.
Il mancato adempimento entro il termine previsto comporta la perdita del diritto a percepire il contributo, con il conseguente riversamento delle somme all’entrata del bilancio dello Stato. Per le ex Onlus, invece, la comunicazione delle coordinate bancarie deve essere effettuata direttamente all’Agenzia delle Entrate, secondo le modalità previste dall’amministrazione.
A rendere più agevole la gestione di questi adempimenti è la nuova versione della pratica “Cinque per mille” disponibile sul RUNTS dal 15 settembre 2026. L’aggiornamento interessa sia la procedura di accreditamento sia quella relativa alla comunicazione e all’eventuale modifica dell’IBAN, con l’obiettivo di rendere più chiara e semplice la compilazione da parte degli enti.
Per gli enti interessati, quindi, il 30 settembre 2026 costituisce una scadenza da non trascurare: entro quella data è possibile regolarizzare l’accreditamento al 5 per mille 2026 con il pagamento della sanzione di 250 euro e, per chi deve ancora ricevere le somme del 5 per mille 2023, comunicare le coordinate bancarie necessarie all’erogazione del contributo.
