Il social bonus è una misura agevolativa prevista dal Codice del Terzo settore (art. 82), finalizzata a incentivare le erogazioni liberali in denaro destinate a progetti di recupero e valorizzazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalità organizzata affidati agli Enti del Terzo settore (Ets). Lo scopo è quello di mobilitare risorse private per finalità di interesse generale, favorendo la rigenerazione di patrimoni immobiliari e mobili altrimenti inutilizzati e rafforzando il ruolo sociale degli Ets. La misura si basa su un meccanismo fiscale premiale: i soggetti che effettuano erogazioni liberali a favore di progetti approvati dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali beneficiano di un credito d’imposta, mentre gli Ets ottengono risorse per la realizzazione degli interventi. L’operatività dell’istituto è disciplinata dal Decreto Interministeriale 23 febbraio 2022, n. 89, che definisce procedure di approvazione dei progetti, obblighi degli enti beneficiari e modalità di fruizione del beneficio fiscale.

Il social bonus prevede un credito d’imposta per le erogazioni liberali destinate ai progetti approvati e si applica a tre categorie di soggetti.

  • Le persone fisiche che effettuano erogazioni liberali a favore di progetti ammessi hanno diritto a un credito d’imposta pari al 65% della somma donata. Il credito è riconosciuto entro il limite del 15% del reddito imponibile ed è ripartito in tre quote annuali.
  • Gli enti non commerciali beneficiano di un credito d’imposta pari al 50% delle donazioni effettuate. Anche in questo caso il limite è il 15% del reddito imponibile e il beneficio è ripartito in tre annualità.
  • Le imprese e gli altri soggetti titolari di reddito d’impresa possono accedere a un credito d’imposta pari al 50% delle somme erogate. Il beneficio è riconosciuto entro il limite del 5 per mille dei ricavi annui, è utilizzabile in compensazione tramite modello F24 e non concorre alla formazione del reddito imponibile né della base imponibile Irap.

Il procedimento coinvolge Ets, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e donatori. In una prima fase l’Ets individua il bene pubblico inutilizzato o confiscato assegnato e predispone un progetto di recupero finalizzato alla sua destinazione ad attività di interesse generale. Il progetto deve descrivere attività, finalità e modalità di utilizzo del bene e includere la componente economico-finanziaria, dimostrando sostenibilità e adeguatezza delle risorse. La progettazione consente di verificare: fattibilità tecnica, valore sociale generato, coerenza con il Codice del Terzo settore e capacità di gestione del bene nel lungo periodo.

Il progetto è trasmesso al Ministero tramite piattaforma informatica con istanza, scheda progettuale, cronoprogramma, quadro economico-finanziario, dichiarazioni sostitutive, documentazione sul titolo di assegnazione e ulteriori allegati tecnici. La proposta è poi sottoposta a valutazione amministrativa e tecnica per verificare requisiti soggettivi, regolarità documentale, sostenibilità economica, coerenza con le finalità sociali e capacità di valorizzazione del bene.

I progetti approvati sono inseriti nella “Vetrina Social Bonus”, consultabile pubblicamente, attraverso cui cittadini, imprese ed enti possono effettuare erogazioni liberali. Le somme raccolte sono vincolate alla realizzazione del progetto e soggette a rendicontazione.

Le istanze possono essere presentate entro tre scadenze annuali: 15 gennaio, 15 maggio e 15 settembre, esclusivamente tramite piattaforma del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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