{"id":15204,"date":"2026-02-20T08:51:12","date_gmt":"2026-02-20T07:51:12","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/?p=15204"},"modified":"2026-02-20T08:52:04","modified_gmt":"2026-02-20T07:52:04","slug":"finanza-sociale-quali-strumenti-per-gli-enti-del-terzo-settore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/2026\/02\/20\/finanza-sociale-quali-strumenti-per-gli-enti-del-terzo-settore\/","title":{"rendered":"Finanza sociale: quali strumenti per gli enti del Terzo settore"},"content":{"rendered":"<p>A quasi un anno dalla comfort letter con cui la Direzione generale Concorrenza della Commissione europea ha autorizzato gran parte delle norme fiscali della riforma, resta ancora incompleto il quadro degli strumenti di <strong>finanza sociale<\/strong> previsti dal decreto legislativo 117\/2017, il <strong>Codice del Terzo settore<\/strong>. In particolare, non sono ancora pienamente operative le disposizioni sui <strong>Titoli di solidariet\u00e0<\/strong> (Titolo IX), ma anche altre misure risultano solo parzialmente accessibili agli <strong>enti del Terzo settore (Ets)<\/strong>.<\/p>\n<p>Il nodo centrale \u00e8 l\u2019<strong>accesso alle risorse finanziarie<\/strong>. Nonostante la capacit\u00e0 del Terzo settore di generare <strong>valore economico e impatto sociale<\/strong>, l\u2019accesso al credito resta limitato. Tra il 2019 e il 2025 i <strong>prestiti bancari<\/strong> alle istituzioni senza scopo di lucro si sono ridotti di 1,4 miliardi di euro e rappresentano appena l\u20191% del totale dei finanziamenti erogati in Italia. Un dato che evidenzia un marcato divario tra <strong>fabbisogno finanziario<\/strong> e strumenti effettivamente disponibili.<\/p>\n<p>Tra le misure pi\u00f9 innovative figurano i <strong>Titoli di solidariet\u00e0<\/strong> (art. 77), strumenti obbligazionari che possono essere emessi dagli istituti di credito per raccogliere risorse da destinare esclusivamente al finanziamento delle attivit\u00e0 istituzionali degli Ets. L\u2019obiettivo \u00e8 convogliare il <strong>risparmio privato<\/strong> \u2013 di famiglie e imprese \u2013 verso progetti di <strong>interesse generale<\/strong>.<\/p>\n<p>Il meccanismo si fonda su un doppio <strong>incentivo fiscale<\/strong>: per i sottoscrittori \u00e8 prevista un\u2019aliquota agevolata del <strong>12,50%<\/strong>, analoga a quella dei titoli di Stato (anzich\u00e9 il 26% ordinario); per le banche emittenti \u00e8 riconosciuto un <strong>credito d\u2019imposta del 50%<\/strong> sulle liberalit\u00e0 erogate, a condizione che siano almeno pari allo 0,60% delle obbligazioni collocate. Se pienamente operativi, questi strumenti potrebbero ampliare in modo significativo l\u2019<strong>offerta di credito<\/strong> al Terzo settore. Tuttavia, l\u2019assenza di completa attuazione ne limita oggi l\u2019impatto potenziale.<\/p>\n<p>Anche il <strong>Social bonus<\/strong> (art. 81), pur non essendo formalmente classificato come strumento di finanza sociale, risponde alla stessa logica di attrarre <strong>capitali privati<\/strong>. Consiste in <strong>erogazioni liberali<\/strong> destinate al recupero di immobili pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata, affidati a Ets, in cambio di un rilevante <strong>credito d\u2019imposta<\/strong>. Nonostante i regolamenti attuativi siano stati adottati tra il 2022 e il 2023, i progetti approvati sono ancora pochi, e il contributo dello strumento alla <strong>sostenibilit\u00e0 finanziaria<\/strong> degli enti resta marginale rispetto alle potenzialit\u00e0.<\/p>\n<p>Ulteriore ambito critico riguarda l\u2019<strong>accesso al credito agevolato<\/strong> (art. 67), che estende alle <strong>organizzazioni di volontariato (Odv)<\/strong> e alle <strong>associazioni di promozione sociale (Aps)<\/strong> convenzionate con le pubbliche amministrazioni alcune misure gi\u00e0 previste per le cooperative. Anche in questo caso, per\u00f2, l\u2019operativit\u00e0 concreta \u00e8 limitata. Molti Ets non possono accedere a strumenti come <strong>Italia Economia Sociale<\/strong>, gestita da Invitalia e sostenuta dal <strong>Fondo rotativo imprese<\/strong> di Cassa Depositi e Prestiti, che offre finanziamenti a lungo termine a tassi agevolati ma \u00e8 riservata agli enti qualificati come <strong>impresa sociale<\/strong>.<\/p>\n<p>Permangono inoltre forti limiti nell\u2019accesso agli strumenti di <strong>garanzia pubblica<\/strong>, come il <strong>Fondo di Garanzia per le Pmi<\/strong>, che dovrebbe facilitare l\u2019ottenimento di finanziamenti bancari riducendo il rischio per gli istituti di credito.<\/p>\n<p>L\u2019accesso alle <strong>fonti di finanziamento<\/strong> rappresenta quindi una delle principali sfide per il non profit ed \u00e8 centrale anche nel <strong>Piano nazionale d\u2019azione per l\u2019economia sociale<\/strong>. Senza la piena operativit\u00e0 degli strumenti gi\u00e0 previsti dalla normativa, il divario tra domanda e offerta di risorse rischia di restare ampio. Rendere realmente accessibili Titoli di solidariet\u00e0, Social bonus, credito agevolato e garanzie pubbliche significa rafforzare la capacit\u00e0 degli enti del Terzo settore di investire, crescere e consolidare il proprio impatto sui territori.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A quasi un anno dalla comfort letter con cui la Direzione generale Concorrenza della Commissione europea ha autorizzato gran parte delle norme fiscali della riforma, resta ancora incompleto il quadro degli strumenti di finanza sociale previsti dal decreto legislativo 117\/2017, il Codice del Terzo settore. 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