{"id":14975,"date":"2024-06-28T11:20:55","date_gmt":"2024-06-28T09:20:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/?p=14975"},"modified":"2024-06-28T11:21:24","modified_gmt":"2024-06-28T09:21:24","slug":"beni-confiscati-quanto-puo-essere-utile-lamministrazione-condivisa","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/2024\/06\/28\/beni-confiscati-quanto-puo-essere-utile-lamministrazione-condivisa\/","title":{"rendered":"Beni confiscati: quanto pu\u00f2 essere utile l\u2019amministrazione condivisa?"},"content":{"rendered":"<p>Nonostante i progressi fatti nei 25 anni dall\u2019approvazione della legge 109\/96 sull\u2019uso sociale dei beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata, molto resta ancora da fare: \u00e8<strong> necessario che gli immobili in possesso degli enti locali, in costante aumento, siano concretamente utilizzati in favore della collettivit\u00e0, <\/strong>altrimenti i <strong>beni inutilizzati <\/strong>saranno destinati ad aumentare.<\/p>\n<p>Per perseguire questi obiettivi \u00e8 importante riflettere sul ruolo che gli strumenti della <strong>co-programmazione<\/strong> e della <strong>co-progettazione<\/strong> possono avere nella valorizzazione sociale dei beni confiscati: il <strong>loro utilizzo viene esteso senza limitazioni a tutti i settori di interesse generale citati dall\u2019art. 5 del Cts<\/strong>, tra i quali rientra la riqualificazione di beni pubblici inutilizzati o di beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata. Se nella co-programmazione si leggono i bisogni e le priorit\u00e0 di intervento, nella co-progettazione ci si occupa della progettazione e della successiva realizzazione di uno specifico intervento sociale, sfruttando risorse economiche, mobili\/immobili e umane.<\/p>\n<p>Secondo la Corte dei Conti le <strong>cause<\/strong> dell\u2019aumento dei beni inutilizzati sono la <strong>mancanza di un sistema di raccolta dati affidabile<\/strong>, la <strong>ridotta disponibilit\u00e0 finanziaria<\/strong> dei Comuni e degli enti del Terzo settore, che rende difficoltoso l\u2019avvio dei progetti di valorizzazione dei beni, e la <strong>lunghezza dei procedimenti<\/strong> di assegnazione.<\/p>\n<p>Inoltre, secondo noi occorre <strong>adottare una logica qualitativa<\/strong> della gestione dei beni pi\u00f9 che quantitativa, si deve agire in favore di un modello focalizzato sulla <strong>mobilitazione delle risorse territoriali<\/strong>, coinvolgendo la comunit\u00e0 e generando idee e progetti nuovi \u00e8 necessario oggi pensare ad interventi di ampio respiro e occorre&nbsp;<strong>prestare particolare attenzione ai piccoli comuni, <\/strong>spesso privi di risorse e competenze adeguate.<\/p>\n<p>Il&nbsp;<strong>codice Antimafia<\/strong>&nbsp;individua come attori cardini della valorizzazione dei beni confiscati i Comuni e le organizzazioni del privato sociale, quindi \u00e8 evidente che l\u2019adozione di meccanismi di co-programmazione e co-progettazione pu\u00f2 aiutare a superare o quanto meno rendere meno critiche le problematiche evidenziate in precedenza. Come? Offrendo un valido ausilio nel<strong> superare le carenze informative<\/strong>, aiutando i soggetti coinvolti a<strong> costruire concreti progetti di valorizzazione del bene e a focalizzare gli sforzi sui bisogni del territorio<\/strong>, sulle idee e sui progetti, facilitando l\u2019avvio di<strong> iniziative di ampio respiro<\/strong>.<\/p>\n<p>Al fine di comprendere dal punto di vista procedurale in quale momento possono essere introdotti meccanismi di co-programmazione e co-progettazione, \u00e8 opportuno soffermarsi brevemente sull\u2019iter di assegnazione di beni confiscati: <strong>1) Individuazione <\/strong>del bene, <strong>2) <\/strong>Formulazione della<strong> manifestazione di interesse, 3) <\/strong>Formulazione del<strong> regolamento <\/strong>comunale<strong> per la gestione dei beni confiscati, 4)<\/strong> <strong>Avviso di selezione <\/strong>per la concessione bene immobile<strong>, 5)<\/strong> <strong>Assegnazione del bene al soggetto gestore <\/strong>(Ets) mediante sottoscrizione di apposita convenzione. Nel corso di questo lungo e complesso iter, la <strong>co-programmazione<\/strong> potrebbe essere un valido ausilio <strong>in fase di elaborazione del regolamento comunale<\/strong> per la gestione dei beni confiscati, mentre la <strong>co-progettazione<\/strong> potrebbe precedere, integrare o sostituire l\u2019<strong>Avviso di selezione<\/strong> per la concessione del bene immobile. Per l\u2019integrazione di questi processi occorre superare numerosi ostacoli legati principalmente a tre fattori: un approccio spesso troppo burocratico da parte della pubblica amministrazione, mancanza di competenze specifiche e scarsit\u00e0 di risorse dedicate allo sviluppo di questi percorsi. Inoltre, crediamo che&nbsp;<strong>estenderli<\/strong> ad un settore complesso come quello dei beni sottratti alla criminalit\u00e0 <strong>possa aiutare ad una migliore comprensione delle loro potenzialit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p>Sulla base di studi compiuti, possiamo affermare che <strong>la co-programmazione e la co-progettazione possono divenire strumenti per creare capitale sociale.<\/strong> In quest\u2019ottica, <strong>gli enti locali e gli Ets devono compiere un salto di qualit\u00e0<\/strong>, andando oltre i ruoli consolidati e assumendo la responsabilit\u00e0 di \u201cagenti di sviluppo\u201d del territorio, affiancati e supportati dalle strutture amministrative centrali e dalle Regioni.<\/p>\n<p>Fonte: Cantiere Terzo Settore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nonostante i progressi fatti nei 25 anni dall\u2019approvazione della legge 109\/96 sull\u2019uso sociale dei beni confiscati alla criminalit\u00e0 organizzata, molto resta ancora da fare: \u00e8 necessario che gli immobili in possesso degli enti locali, in costante aumento, siano concretamente utilizzati in favore della collettivit\u00e0, altrimenti i beni inutilizzati saranno destinati [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[65],"tags":[75,96,77,76,94,74],"jetpack_featured_media_url":"","_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14975"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14975"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14975\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14977,"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14975\/revisions\/14977"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14975"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14975"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14975"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}