{"id":14855,"date":"2024-01-09T09:25:09","date_gmt":"2024-01-09T08:25:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/?p=14855"},"modified":"2024-01-09T09:25:49","modified_gmt":"2024-01-09T08:25:49","slug":"il-2023-ancora-un-anno-di-transizione-per-il-terzo-settore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/2024\/01\/09\/il-2023-ancora-un-anno-di-transizione-per-il-terzo-settore\/","title":{"rendered":"Il 2023? Ancora un anno di transizione per il Terzo settore"},"content":{"rendered":"<p>Per il Terzo settore il 2023 \u00e8 stato ancora un anno di transizione. La messa a regime del registro unico nazionale \u00e8 certamente positiva, anche se la piattaforma richiede ancora diversi interventi di semplificazione e usabilit\u00e0 da parte degli enti, delle reti e dei centri di servizio per il volontariato. Manca ancora un quadro fiscale certo a pesare come una \u201cspada di Damocle\u201d sulla testa delle organizzazioni operanti in Italia, vuoi per la ancora mancata autorizzazione da parte della Commissione EU circa i contenuti del titolo X del codice del Terzo Settore, vuoi per incertezze legate al prossimo cambio di regime Iva (da \u201cescluso\u201d ad \u201cesente\u201d) per tutti gli enti non commerciali. In ogni caso, l\u2019anno appena trascorso&nbsp;\u00e8 stato il primo con un numero minore di decreti legati alla riforma approvati&nbsp;(la maggior parte, infatti, erano stati approvati negli anni passati e sono gi\u00e0 operativi)&nbsp;e una riduzione della documentazione di prassi. Durante l\u2019anno sono giunte a maturazione anche una serie di&nbsp;riflessioni di pi\u00f9 ampie vedute&nbsp;avviate gi\u00e0 negli anni passati&nbsp;come quelle in atto sulle auspicate&nbsp;semplificazioni&nbsp;per gli enti di piccole dimensioni, il superamento dell\u2019obbligo di firma digitale e l\u2019introduzione della delega&nbsp;nella gestione del Runts; nel corso dell\u2019anno si \u00e8 anche assistito ad un aumento delle&nbsp;normative regionali e provinciali&nbsp;di attuazione della riforma e di riconoscimento dei dispositivi di amministrazione condivisa, che si uniscono alla&nbsp;gi\u00e0 importante produzione sul non profit&nbsp;degli ultimi anni. Quello appena passato \u00e8 stato anche l\u2019anno&nbsp;dell\u2019aggiornamento dei dati sui volontari in Italia da parte dell\u2019Istat, e quello in cui l\u2019amministrazione condivisa ha iniziato a diffondersi sempre di pi\u00f9, dando spazio a nuove riflessioni e pronunce di assestamento. Sono quasi&nbsp;120mila gli enti iscritti<strong>&nbsp;<\/strong>al registro unico nazionale del Terzo settore (per la precisione 119.822, dato aggiornato al 27 dicembre 2023), di cui oltre 71mila entrati per trasmigrazione dai precedenti registri. Un\u2019entrata a regime che ha aperto alla possibilit\u00e0 di&nbsp;realizzare le prime analisi sul tema, a partire dalle sezioni, l\u2019indicazione geografica e il confronto con i dati Istat, e che, proprio in chiusura anno<strong>, <\/strong>ha permesso ai cittadini di accedere alle informazioni<strong>&nbsp;<\/strong>degli enti iscritti con&nbsp;l\u2019attivazione della funzione \u201cRicerca enti\u201d. Ma prima di arrivare a questi dati di fine anno, il 2023 \u00e8 stato segnato da una prima&nbsp;azione di verifica in particolare sugli statuti depositati dagli enti del Terzo settore nel Runts.<strong>&nbsp;<\/strong>Dal 1\u00b0 gennaio 2023&nbsp;sono tornate le maggioranze qualificate&nbsp;per le modifiche statutarie di organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale e Onlus in fase di trasmigrazione dai precedenti registri.&nbsp;\u00c8 stata prorogata al 31 dicembre 2023 la possibilit\u00e0 di utilizzare la modalit\u00e0 per l\u2019approvazione delle modifiche statutarie. Nessuna certezza ancora per quanto riguarda la&nbsp;fiscalit\u00e0 degli enti del Terzo settore, anche se si registra un cambio di rotta con&nbsp;l\u2019attivazione di un&nbsp;gruppo di lavoro<strong>&nbsp;<\/strong>per la sua approvazione da parte della Commissione Europea, che ha risposto alle prime richieste di approfondimento. Introdotte, inoltre,&nbsp;alcune novit\u00e0 alla legge delega per la riforma fiscale che riguardano il Terzo settore, come la revisione del sistema di imposizione sui redditi delle societ\u00e0 e degli enti, indicazioni sull\u2019Iva, il graduale superamento dell\u2019Irap e alcuni regimi agevolativi. Per quanto riguarda la prassi ministeriale, si contano una serie di note pubblicate dal Dicastero del Lavoro sulla&nbsp;gestione di&nbsp;sedi e locali<strong>&nbsp;<\/strong>al Terzo settore, indicazioni sul&nbsp;bilancio sociale negli enti filantropici<strong>&nbsp;<\/strong>di grandi dimensioni&nbsp;e sulla&nbsp;denominazione da utilizzare per gli&nbsp;enti religiosi che hanno un \u201cramo Ets\u201d .Sono oltre 15 le pronunce dell\u2019Agenzia delle entrate&nbsp;sul mondo del non profit di quest\u2019anno. Tra queste, si segnala quella in cui si ribadisce&nbsp;l\u2019esonero del pagamento dell\u2019imposta di bollo per la vidimazione del registro volontari. Tra le altre novit\u00e0 veicolate attraverso strumenti normativi differenti dai classici decreti previsti o dalla produzione di note e circolari ministeriali, ci sono quelle introdotte dalla&nbsp;conversione in legge del dl \u201cLavoro\u201d&nbsp;che ha introdotto&nbsp;nuove regole sulle differenze retributive per i dipendenti nel Terzo settore, e ha modificato il divieto di distribuzione indiretta di utili da parte degli Ets e delle imprese sociali.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Fonte: Cantiere Terzo Settore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per il Terzo settore il 2023 \u00e8 stato ancora un anno di transizione. La messa a regime del registro unico nazionale \u00e8 certamente positiva, anche se la piattaforma richiede ancora diversi interventi di semplificazione e usabilit\u00e0 da parte degli enti, delle reti e dei centri di servizio per il volontariato. 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