{"id":14814,"date":"2023-12-11T09:06:02","date_gmt":"2023-12-11T08:06:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/?p=14814"},"modified":"2023-12-11T09:06:50","modified_gmt":"2023-12-11T08:06:50","slug":"come-si-sta-evolvendo-il-diritto-regionale-del-terzo-settore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/2023\/12\/11\/come-si-sta-evolvendo-il-diritto-regionale-del-terzo-settore\/","title":{"rendered":"Come si sta evolvendo il diritto regionale del Terzo settore?"},"content":{"rendered":"<p>La prospettiva del diritto regionale e degli enti locali \u00e8 fondamentale nello studio del diritto del Terzo settore. Da un lato, infatti,\u00a0la riforma del Terzo settore nasce dall\u2019esigenza di una\u00a0disciplina unitaria a livello nazionale delle diverse manifestazioni del pluralismo sociale con finalit\u00e0 solidaristica, principalmente allo scopo di consentire l\u2019instaurazione e lo sviluppo, in condizioni di parit\u00e0 di trattamento, di rapporti con la pubblica amministrazione e la definizione di un quadro di misure promozionali. Dall\u2019altro, per\u00f2, vi \u00e8 la rilevante esigenza che\u00a0ciascuna<strong>\u00a0<\/strong>possa definire interventi promozionali, cos\u00ec da dare corpo a politiche regionali fondate sull\u2019attuazione del principio di sussidiariet\u00e0 orizzontale. La costruzione del bilanciamento fra queste due esigenze \u00e8 uno dei temi di dibattito e riflessione in tutto il Paese.<\/p>\n<p>L\u2019approvazione del codice del Terzo settore (dlgs n. 117\/2017) e del dlgs n. 112\/2017 (impresa sociale) ha assecondato una logica unitaria,\u00a0facendo rientrare nella competenza legislativa statale la definizione della qualifica di \u00abente del Terzo settore<strong>\u00bb<\/strong>, un gruppo significativo di misure di promozione e l\u2019impianto del sistema pubblicistico di controllo. In realt\u00e0, subito dopo l\u2019approvazione della riforma (che ha determinato l\u2019abrogazione di gran parte della disciplina legislativa precedente), si \u00e8 attivato un dibattito assai significativo sugli spazi che il legislatore statale avrebbe lasciato alle Regioni, espressamente o implicitamente.\u00a0Le Regioni, per\u00f2,\u00a0mantengono un loro spazio di intervento sia sulle politiche regionali di promozione\u00a0ad integrazione<em>\u00a0<\/em>di quelle statali\u00a0(quindi, assicurando il rispetto integrale di quest\u2019ultime),\u00a0sia sulla possibile definizione di altre qualifiche che\u00a0possono diventare a loro volta destinatarie di misure promozionali.<\/p>\n<p>La legislazione regionale \u00e8 chiamata non solo a regolare i procedimenti di amministrazione condivisa negli ambiti materiali in cui le Regioni dispongono di poteri legislativi e funzioni amministrative (che rimane pur sempre l\u2019obiettivo principale), bens\u00ec pure di creare le condizioni affinch\u00e9 tali procedimenti possano realizzarsi pi\u00f9 efficacemente, attraverso la creazione di sinergie fra gli attori del Terzo settore, gli attori istituzionali e gli altri soggetti portatori di interesse. Ci\u00f2 \u00e8 avvenuto, almeno in una prima fase, al prezzo di un\u00a0intervento non sporadico del giudice costituzionale il quale, tuttavia,\u00a0non \u00e8 da considerarsi necessariamente un fattore\u00a0patologico, ma\u00a0parte di un processo di apprendimento del nuovo quadro normativo nazionale e delle sue ricadute sull\u2019autonomia regionale. Peraltro, il quadro normativo nazionale, avendo riordinato un intero settore dell\u2019ordinamento, ha bisogno anch\u2019esso di qualche intervento manutentivo (ad esempio, sul piano fiscale), alla luce della giurisprudenza costituzionale e degli orientamenti europei.<\/p>\n<p>Fonte: Cantiere Terzo Settore<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prospettiva del diritto regionale e degli enti locali \u00e8 fondamentale nello studio del diritto del Terzo settore. 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