{"id":12190,"date":"2020-10-13T19:00:28","date_gmt":"2020-10-13T17:00:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/?p=12190"},"modified":"2020-10-13T19:01:21","modified_gmt":"2020-10-13T17:01:21","slug":"quanto-e-come-doniamo-noi-italiani","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.centroorizzontelavoro.it\/index.php\/2020\/10\/13\/quanto-e-come-doniamo-noi-italiani\/","title":{"rendered":"QUANTO E COME DONIAMO NOI ITALIANI?"},"content":{"rendered":"<p>Ecco i dati del 3\u00b0 Rapporto dell&#8217;Istituto Italiano della Donazione e del Global Trends in Giving 2020. Come e quanto donano gli italiani?<\/p>\n<p>Cala nel 2019 di 585.000 unit\u00e0, passando dal 14,5 al 13,4%, la quota di italiani che donano ad associazioni. \u00c8 un trend in leggero rallentamento quello che raffigura l&#8217;andamento delle pratiche di dono degli italiani nel 2019: lo studio &#8220;Noi doniamo &#8211; Edizione 2020&#8221;, condotto dall&#8217;Istituto Italiano della Donazione (IID) &nbsp;ha analizzato e approfondito la generosit\u00e0 concreta dei cittadini nel 2019, attualizzando la serie storica avviata con l&#8217;edizione zero del 2018 e aprendo una finestra anche sulla lettura del 2020 e sull&#8217;impatto della pandemia su tali pratiche. IID coordina la campagna nazionale per il Giorno del Dono che coinvolge migliaia di realt\u00e0 nelle settimane intorno al 4 ottobre, la Giornata istituita per legge e dedicata alla promozione della cultura del dono.<\/p>\n<p>&#8220;Il 2019 \u2013 dichiara il Segretario Generale IID Cinzia Di Stasio \u2013 ha visto un trend in calo o stabile su tutti i fronti del dono indagati, un trend inaspettato visti i segnali positivi degli anni precedenti. In questo si \u00e8 inserita una situazione di emergenza sanitaria e sociale che ha generato una mobilitazione forte anche in termini di donazioni, ma riferibili alla sola emergenza e che pongono molte incognite sui prossimi mesi. Per questo occorre sostenere e facilitare il lavoro del terzo settore perch\u00e9 senza il dono degli italiani tutto il mondo della solidariet\u00e0 si ferma e il nostro Paese non pu\u00f2 permettersi di fare a meno del terzo settore stesso&#8221;.<\/p>\n<p>Nel 2019 rimane alta la quota di italiani che non praticano alcuna forma di donazione economica, nemmeno in via informale: sono saliti al 55% nel 2019 rispetto al 51% del 2018. Diverse fonti convergono sul fatto che sia in diminuzione anche la quota di persone che donano denaro e che si impegnano nel volontariato, mentre \u00e8 stabile o in lieve aumento il numero di coloro che fanno o sono propensi a fare donazioni biologiche (sangue, organi o tessuti). Sono positivi infatti i dati relativi alle donazioni biologiche, altra pratica che IID mette ogni anno sotto la lente grazie anche ai contributi di idee e analisi delle istituzioni e delle associazioni che si occupano di tale ambito. Secondo i dati del Centro Nazionale Sangue, nel 2019 sono stati 1.683.470 gli italiani che hanno donato il sangue almeno una volta (+0,04% rispetto al 2018) e il 92% di loro sono iscritti ad associazioni. Dati positivi, ma che non bastano: l&#8217;andamento demografico che presenta un progressivo invecchiamento della popolazione italiana pone delle sfide crescenti e l&#8217;aumento dei donatori di sangue, plasma e altri componenti, specialmente donatori giovani, \u00e8 fondamentale per la tenuta e l&#8217;autosufficienza del sistema. Anche sul fronte della donazione degli organi i numeri sono importanti: il Centro Nazionale Trapianti quantifica in 3.813 i trapianti di organi del 2019 grazie a donazioni di 364 viventi e 1.379 deceduti. Complessivamente sono 6.936.583 gli italiani che hanno espresso la volont\u00e0 di donare gli organi al Sistema Informativo Trapianti (SIT).<\/p>\n<p>Nel 2019 \u00e8 di 585.000 unit\u00e0, passando dal 14,5 al 13,4%, la quota di italiani che donano ad associazioni ed aumenta l&#8217;ammontare della donazione media: secondo WaldenLab \u00e8 salita dai 70 euro del 2018 ai 77 degli ultimi 12 mesi. Le cause per cui si dona sono soprattutto la ricerca medico-scientifica, al primo e indiscusso posto in tutte le classifiche, e, in forma pi\u00f9 limitata ma consistente, il contrasto alle povert\u00e0 e il sostegno a malati e disabili.<\/p>\n<p>I numeri Istat certificano un lieve calo anche dell&#8217;impegno volontario degli italiani nelle associazioni di volontariato: donare tempo e competenze \u00e8 sempre un&#8217;attivit\u00e0 che riguarda una quota minoritaria di popolazione, ma cala dal 10,5% del 2018 al 9,8% del 2019 la percentuale di persone che fanno volontariato in associazioni di volontariato passando da una stima di 5.538.000 a 5.174.000 persone. Se a queste aggiungiamo anche il numero di persone che prestano volontariato in associazioni non di volontariato il numero totale arriva a 6.854.000 persone con un calo totale di 506.000. Le regioni con pi\u00f9 volontari fra la popolazione sono ancora il Trentino Alto Adige (21,4%), la Valle D&#8217;Aosta (17,2%), e il Veneto 13,9%. Aumenta invece il numero di italiani che si impegnano specificatamente in associazioni ecologiche, per i diritti civili o la pace sulla scia del forte coinvolgimento dell&#8217;opinione pubblica su questi temi negli ultimi anni: sono stati 866.000 nel 2019, 60.000 in pi\u00f9 rispetto al 2018. La maggior parte sono giovani donne tra i 14 e i 24 anni.<\/p>\n<p>Il Rapporto &#8220;Noi doniamo \u2013 Edizione 2020&#8221; contiene anche l&#8217;aggiornamento della storica indagine dell&#8217;Istituto Italiano della Donazione sulla raccolta fondi del non profit \u2013 giunta alla 18\u00b0 edizione \u2013 che dipendono anche dalla generosit\u00e0 dei cittadini: nel 2019 sono il 42% del campione totale gli enti non profit che hanno affermato di aver aumentato le raccolte fondi, mentre il 20% ha entrate stabili e il 38% in calo. L\u2019accesso ai bandi \u2013 compresi quelli emessi da enti pubblici e privati, nazionali e sovranazionali \u2013 \u00e8 lo strumento pi\u00f9 utilizzato per raccogliere fondi e per il 21% delle organizzazioni \u00e8 il pi\u00f9 efficace. Gli eventi pubblici continuano a rappresentare una fetta importante dell\u2019attivit\u00e0 di raccolta fondi: il 13%. Anche per questo c&#8217;\u00e8 preoccupazione rispetto all&#8217;andamento delle raccolte per il 2020 che ha visto a causa dell&#8217;emergenza sanitaria un forte ridimensionamento delle iniziative. Sempre secondo l&#8217;indagine IID, pi\u00f9 della met\u00e0 delle organizzazioni non profit (52%) prevede un calo delle entrate per il 2020, il 33% un aumento e il 15% una stabilit\u00e0. Le incognite dei prossimi mesi sono molte: se la generosit\u00e0 \u00e8 aumentata nei mesi dell&#8217;emergenza sanitaria -secondo WaldenLab \u00e8 salito al 28% il numero degli italiani che hanno donato nei primi 6 mesi del 2020 a fronte del 21% dei mesi precedenti-, sono tante le associazioni che lamentano una diminuzione drastica delle loro entrate. Infatti secondo il monitoraggio avviato da IID a marzo e ad agosto, sono il 62% le onp che dichiarano di aver diminuito le loro entrate: di queste per il 20% il calo \u00e8 stato pi\u00f9 del 50 % per arrivare ad un 7,5% che denuncia di aver perso il 100% delle entrate. E\u2019 evidente che l&#8217;aumento degli atti di donazione \u00e8 andato a favore della protezione civile e delle strutture sanitarie. Dall&#8217;impatto della crisi, dalla tenuta della generosit\u00e0 delle persone, dalla loro fidelizzazione dopo l&#8217;emergenza e in generale dalla fiducia nel non profit dipender\u00e0 l&#8217;andamento delle pratiche di dono nei prossimi mesi, quando la generosit\u00e0, non solo economica, sar\u00e0 il principale strumento di cura della comunit\u00e0.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Per una visione pi\u00f9 globale: sono stati resi pubblici i dati del Global Trends in Giving 2020: per la prima volta l\u2019Italia ha partecipato alla rilevazione dei comportamenti dei donatori di tutto il mondo. La ricerca, ideata da Nonprofit Tech For Good e sponsorizzata da Funraise \u00e8 giunta nel 2020 alla sua terza edizione e ha coinvolto 133 paesi mettendo in evidenza i principali trend di tutti i continenti. Research partner del progetto \u00e8 Italia non profit, che ha curato la versione italiana della ricerca, rimasta online dal 1\u00b0 marzo al 31 maggio 2020 e alla quale hanno partecipato 1356 persone.<br \/>\nCon questo risultato, l\u2019Italia, per la prima coinvolta nella ricerca, si posiziona al primo posto in Europa per numero di partecipanti all\u2019indagine. Il campione italiano \u00e8 stato ingaggiato grazie al supporto dei numerosi dissemination partner che hanno contribuito alla diffusione dell\u2019iniziativa: ASSIF, AVS, Fondazione Social, Cultura e sviluppo, Magazzini Oz, Casa Oz, LNDC Animal Protection, Confederazione Parkinson Italia, Hospice di Abbiategrasso, Fitzcarraldo Fondazione, Fondazione ANT, Gimbe, Terre Des Hommes, Wikimedia Italia, CVS Vicenza, Apeiron, Associazione Abbracci e Amore, Mondo Internazionale, Aifr, #Givingthuersday, Fondazione Mazzola, CSR Manager Network, Associazione Parkinson in Italia, Social Value Italia, Aiccon, Fundraiser per passione, The Fundraising school, Scuola di Fundraising di Roma, Job4good, Metadonors.it, Rete del dono, Aragorn, Il bando nella matassa, Impronta etica, Elena Zanella Fundraising Academy, AIFO, Feel Crowd.<br \/>\nL\u201986% dei partecipanti alla ricerca ha dichiarato di aver effettuato una donazione nell\u2019ultimo anno. Migliora la propensione al dono anche per chi negli ultimi 12 mesi non ha effettuato alcuna donazione in denaro a favore di una causa sociale (14%). Tra questi infatti, il 38% non esclude di effettuare una donazione nei prossimi 12 mesi. L\u2019emergenza Covid-19 ha confermato la solidariet\u00e0 degli italiani: il 66% dei partecipanti al sondaggio ha dichiarato di aver donato per l\u2019emergenza Covid-19.<br \/>\nL\u2019indagine ha confermato anche una sempre maggiore digitalizzazione dei processi di raccolta fondi trainata da un ruolo sempre pi\u00f9 predominante dai social media. 1 donatore su 4 ha donato tramite piattaforme ed eventi digitali come shop online, lotterie, aste virtuali. Facebook, Instagram e WhatsApp risultano essere i tre social media che pi\u00f9 stimolano i cittadini a donare. Oltre il 50% degli intervistati ha dichiarato di aver gi\u00e0 usato gli strumenti di raccolta fondi sviluppati da Facebook e Instagram.<br \/>\nSe nel campaigning il digital inizia a farla da padrone, rispetto agli strumenti utilizzati per effettuare la donazione per gli italiani \u00e8 ancora alta l\u2019esigenza di affidarsi a strumenti percepiti come sicuri e che nel tempo hanno saputo conquistare la fiducia dei cittadini. \u00c9 questo il caso, ad esempio, degli \u201cSMS Solidali\u201d, ai quali hanno fatto ricorso nel 2019 circa il 12% dei rispondenti per l\u2019Italia, mentre negli altri continenti &#8211; escludendo l\u2019Europa (9%) &#8211; la loro incidenza non supera il 3%.<\/p>\n<p><em>Fonte: Manuela Gualdi, IID, Osservatorio Vita global in Giving<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ecco i dati del 3\u00b0 Rapporto dell&#8217;Istituto Italiano della Donazione e del Global Trends in Giving 2020. 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